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Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

Eni si impegna a promuovere e mantenere un adeguato sistema di controllo interno e di gestione dei rischi costituito dall’insieme degli strumenti, strutture organizzative e normative aziendali volte a consentire la salvaguardia del patrimonio aziendale, l’efficienza e l’efficacia dei processi, l’affidabilità dell’informativa finanziaria, il rispetto di leggi e regolamenti, nonché dello statuto e delle procedure aziendali. La struttura del sistema di controllo interno di Eni è parte integrante del modello organizzativo e gestionale dell’azienda e coinvolge, con diversi ruoli, gli organi amministrativi, gli organismi di vigilanza, gli organi di controllo, il management e tutto il personale, ispirandosi ai principi contenuti nel Codice Etico e nel Codice di Autodisciplina, tenendo conto della normativa applicabile, del framework di riferimento “CoSO Report”1 e delle best practice nazionali e internazionali. Le principali responsabilità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sono affidate a organi e organismi di Eni dotati di poteri, mezzi e strutture adeguati al perseguimento di obiettivi di eccellenza.

Il Consiglio di Amministrazione, in particolare, riveste un ruolo centrale nel sistema di controllo interno, avvalendosi del supporto propositivo e consultivo del Comitato per il Controllo Interno che, tra i propri compiti, ha anche quello di sovrintendere alle attività di Internal Audit. Al Direttore Internal Audit, che in Eni coincide con il Preposto al Controllo Interno, è affidato il compito di assicurare accertamenti, analisi, valutazioni e raccomandazioni in merito al disegno e al funzionamento del sistema di controllo interno di Eni al fine di promuoverne l’efficienza e l’efficacia e supportarne la valutazione da parte degli organi societari e delle strutture aziendali preposte. Il Consiglio valuta annualmente (da ultimo, nella riunione del 15 marzo 2012) la complessiva adeguatezza del sistema di controllo, esaminata la Relazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e la Relazione del Comitato per il Controllo Interno che, a sua volta, tiene conto di quanto rappresentato dall’Organismo di Vigilanza nella sua Relazione e della valutazione del Preposto al controllo interno sull’idoneità del sistema stesso a conseguire un accettabile profilo di rischio complessivo.

L’Amministratore Delegato è incaricato dal Consiglio di Amministrazione di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno; mentre il Collegio Sindacale, oltre ai compiti di legge, svolge le funzioni di Audit Committee ai sensi della normativa statunitense.

Il Consiglio di Amministrazione nomina inoltre il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (“DP”), al quale, secondo le prescrizioni di legge, è affidata la responsabilità del sistema di controllo interno in materia di informativa finanziaria.

Eni è consapevole che un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi contribuisce a garantire una conduzione dell’impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi strategici, definiti dal Consiglio di Amministrazione. Eni sostiene un approccio alla gestione dei rischi preventivo e volto a orientare le scelte e le attività del management in un’ottica di riduzione della probabilità di accadimento degli eventi negativi e del loro impatto. A tal fine, Eni adotta strategie di gestione dei rischi in funzione della loro natura e tipologia quali, principalmente, quelli di natura finanziaria, industriale, regulatory/compliance, nonché alcuni rischi strategici e operativi, quali il rischio Paese nell’attività oil&gas e quelli collegati allo svolgimento dell’attività di ricerca e produzione di idrocarburi. In tale contesto, in una logica evolutiva del sistema in essere, Eni ha deciso di sviluppare un nuovo modello di gestione integrata dei rischi, che, attraverso la diffusione di linguaggi e strumenti comuni, consenta una visione di sintesi dei principali rischi aziendali.

Eni si impegna a garantire l’integrità, la trasparenza, la correttezza e l’efficienza dei propri processi attraverso l’adozione di adeguati strumenti, norme e regole per lo svolgimento delle attività e l’eserci-

zio dei poteri e promuove regole di comportamento ispirate ai principi generali di tracciabilità e segregazione delle attività. In particolare, il management di Eni, anche in funzione dei rischi gestiti, ha istituito specifiche attività di controllo e processi di monitoraggio idonei ad assicurare l’efficacia e l’efficienza nel tempo del sistema di controllo interno. Coerentemente, Eni è da tempo impegnata a favorire lo sviluppo e la diffusione a tutto il personale aziendale della sensibilità per le tematiche di controllo interno. In tale contesto Eni gestisce, attraverso un’apposita normativa interna, anche in applicazione di quanto previsto dal Sarbanes-Oxley Act, la ricezione – attraverso canali informativi facilmente accessibili – l’analisi e il trattamento delle segnalazioni da chiunque inviate o trasmesse anche in forma confidenziale o anonima, relative a problematiche di controllo interno, informativa finanziaria, responsabilità amministrativa della Società, frodi o altre materie (cd. whistleblowing)2. Il sistema di controllo interno è sottoposto nel tempo a verifica e aggiornamento, al fine di garantirne costantemente l’idoneità a presidiare le principali aree di rischio dell’attività aziendale, in rapporto alla tipicità dei propri settori operativi e della propria configurazione organizzativa, e in funzione di eventuali novità legislative e regolamentari.

Informazioni di maggior dettaglio sul sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, anche con riferimento alla sua architettura, strumenti e funzionamento, nonché sui ruoli, responsabilità e attività dei suoi principali attori sono contenute nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari di Eni, cui si rinvia3.

  1. Cfr. CoSO - Committee of Sponsoring Organisations of the Treadway Commission (1992), Internal Control Integrated Framework.
  2. Eni assicura la piena garanzia della tutela delle persone che effettuano le segnalazioni in buona fede e sottopone gli esiti delle istruttorie al vertice aziendale e agli organi di controllo e di vigilanza preposti.
  3. La Relazione è pubblicata sul sito internet della società.

Aggiornamento proposta Eni al Ministero dell’Ambiente per una transazione globale in materia ambientale

In merito all’istanza presentata il 26 gennaio 2011 al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, per un contratto di transazione globale in materia ambientale ai sensi dell’art. 2 DL 208 del 2008, è in corso l’istruttoria, come previsto dalla medesima normativa, da parte degli uffici tecnici competenti e, in particolare, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e della Commissione di valutazione degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione degli interventi ambientali (COVIS).

La proposta di transazione presentata da Eni riguarda nove siti di interesse nazionale (Priolo, Napoli orientale, Brindisi, Pieve Vergonte, Cengio, Crotone, Mantova, Porto Torres e Gela), nei quali le società del Gruppo hanno avviato, in qualità di proprietari incolpevoli di alcune aree industriali, interventi di bonifica e riparazione ambientale. La proposta è volta a favorire gli interventi ambientali e la chiusura del contenzioso attualmente pendente in materia di bonifica e di danno ambientale. In particolare, con la proposta presentata, Eni e le controllate si impegnano a:

  • eseguire investimenti a carattere ambientale pari a 600 milioni di euro che concorreranno alla maggiore efficienza e compatibilità energetica e ambientale dei propri impianti;
  • realizzare progetti di bonifica nelle aree di proprietà per un valore complessivo di 1.250 milioni di euro;
  • riconoscere al Ministero dell’Ambiente 450 milioni di euro a titolo di contributo per gli interventi di bonifica delle aree di proprietà pubblica esterne alle aree di proprietà Eni e delle controllate;
  • devolvere a titolo gratuito alle amministrazioni competenti aree industriali ancora da identificare per favorire programmi di sviluppo dei territori interessati.

La proposta di transazione globale determinò nel bilancio 2010 uno stanziamento straordinario al fondo rischi ambientali di 1.109 milioni di euro. Nel caso si perfezioni la transazione globale, l’erogazione dei fondi stanziati avverrà progressivamente con il raggiungimento degli accordi attuativi previsti per i singoli siti.

Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e sistema di controllo interno ai fini dell’informativa finanziaria

Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Ai sensi dell’art. 24 dello statuto, in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 154-bis del Testo Unico della Finanza, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (DP) è nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta dell’Amministratore Delegato, d’intesa con il Presidente e previo parere favorevole del Collegio Sindacale. Il DP deve essere scelto, in base a quanto previsto dallo statuto, fra persone che abbiano svolto per almeno un triennio:

  1. attività di amministrazione o di controllo ovvero di direzione presso società quotate in mercati regolamentati italiani o di altri stati dell’Unione Europea ovvero degli altri Paesi aderenti all’OCSE, che abbiano un capitale sociale non inferiore a due milioni di euro, ovvero
  2. attività di controllo legale dei conti presso le società indicate nella lettera (a), ovvero
  3. attività professionali o di insegnamento universitario di ruolo in materie finanziarie o contabili, ovvero
  4. funzioni dirigenziali presso enti pubblici o privati con competenze del settore finanziario, contabile o del controllo.

Compiti, poteri e mezzi del Dirigente Preposto

Conformemente alle prescrizioni di legge, il DP ha la responsabilità del sistema di controllo interno in materia di informativa finanziaria e a tal fine predispone le procedure amministrative e contabili per la formazione della documentazione contabile periodica e di ogni altra comunicazione finanziaria, attestandone, unitamente all’Amministratore Delegato, con apposita relazione sul bilancio di esercizio, sul bilancio semestrale abbreviato e sul bilancio consolidato, l’adeguatezza ed effettiva applicazione nel corso del periodo cui si riferiscono i citati documenti contabili. Il Consiglio di Amministrazione vigila, ai sensi del citato art. 154-bis, affinché il DP disponga di adeguati poteri e mezzi per l’esercizio dei compiti attribuiti, nonché sul rispetto effettivo delle predette procedure. Il Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Collegio Sindacale, ha nominato DP Alessandro Bernini, Chief Financial Officer (CFO) di Eni, il 30 luglio 2008, confermandolo il 19 maggio 2011 e ritenendo adeguati, per lo svolgimento delle sue funzioni, i poteri attribuiti, esercitabili autonomamente o congiuntamente con l’Amministratore Delegato, nonché i mezzi a sua disposizione in termini di strutture organizzative e sistemi amministrativi, contabili e di controllo interno. Nella riunione del 10 marzo 2011 e, da ultimo, il 19 gennaio 2012, il Consiglio di Amministrazione ha confermato l’adeguatezza dei “poteri e mezzi” a disposizione del CFO, quale DP, previo parere positivo del Comitato per il controllo interno, e ha verificato il rispetto delle procedure predisposte dal DP ai sensi di legge.

Principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria

Il sistema di controllo interno sull’informativa finanziaria ha l’obiettivo di fornire la ragionevole certezza sull’attendibilità4 dell’informativa finanziaria medesima e sulla capacità del processo di redazione del bilancio di produrre l’informativa finanziaria in accordo con i principi contabili internazionali di generale accettazione.

Il Consiglio di Amministrazione di Eni nella riunione del 15 dicembre 2010, ha adottato la Management System Guideline (MSG) “Sistema di Controllo Eni sull’Informativa Societaria” che, nel recepire integralmente il contenuto della Linea Guida di riferimento emessa nel 2007, definisce le norme e le metodologie per la progettazione, l’istituzione e il mantenimento nel tempo del sistema di controllo interno sull’informativa finanziaria Eni a rilevanza esterna e per la valutazione della sua efficacia. I contenuti della MSG sono stati definiti coerentemente alle previsioni del predetto art. 154-bis del Testo Unico della Finanza, nonché delle prescrizioni della legge statunitense Sarbanes-Oxley Act of 2002 (SOA), cui Eni è sottoposta in qualità di emittente quotata al New York Stock Exchange (NYSE) e articolati sulla base del modello adottato nel CoSO Report. La MSG è applicabile a Eni SpA e alle imprese da essa controllate direttamente e indirettamente a norma dei principi contabili internazionali in considerazione della loro significatività ai fini della predisposizione dell’informativa finanziaria. Tutte le imprese controllate, indipendentemente dalla loro rilevanza ai fini del sistema di controllo sull’informativa finanziaria Eni, adottano la MSG stessa quale riferimento per la progettazione e l’istituzione del proprio sistema di controllo sull’informativa finanziaria, in modo da renderlo adeguato rispetto alle loro dimensioni e alla complessità delle attività svolte. La progettazione, l’istituzione e il mantenimento del sistema di controllo sull’informativa finanziaria sono garantiti attraverso un processo strutturato che prevede le fasi di risk assessment, individuazione dei controlli a presidio dei rischi, valutazione dei controlli e relativi flussi informativi (reporting). Il risk assessment condotto secondo un approccio “top-down” è mirato a individuare le entità organizzative, le società, i processi e le specifiche attività in grado di generare rischi di errore, non intenzionale, o di frode che potrebbero avere effetti rilevanti sul bilancio. In particolare, l’individuazione delle entità organizzative che rientrano nell’ambito del sistema di controllo sull’informativa finanziaria è effettuata sia sulla base della contribuzione delle diverse entità a determinati valori del bilancio consolidato (totale attività, totale indebitamento finanziario, ricavi netti, risultato prima delle imposte) sia in relazione a considerazioni circa l’esistenza di processi che presentano rischi specifici il cui verificarsi potrebbe compromettere l’affidabilità e l’accuratezza dell’informativa finanziaria (quali i rischi di frode)5. Nell’ambito delle imprese rilevanti per il sistema di controllo sull’informativa finanziaria vengono successivamente identificati i processi significativi in base a un’analisi di fattori quantitativi (processi che concorrono alla formazione di voci di bilancio per importi superiori a una determinata percentuale dell’utile ante imposte) e fattori qualitativi (ad esempio: complessità del trattamento contabile del conto; processi di valutazione e stima; novità o cambiamenti significativi nelle condizioni di business). A fronte dei processi e delle attività rilevanti vengono identificati i rischi ossia gli eventi potenziali il cui verificarsi può compromettere il raggiungimento degli obiettivi di controllo inerenti l’informativa finanziaria (ad esempio le asserzioni di bilancio). I rischi così identificati sono valutati in termini di potenziale impatto e di probabilità di accadimento, sulla base di parametri quantitativi e qualitativi e assumendo l’assenza di controlli (valutazione a livello inerente). In particolare, con riferimento ai rischi di frode6 in Eni è condotto un risk assessment dedicato sulla base di una specifica metodologia relativa ai “Programmi e controlli antifrode” richiamata dalla predetta MSG. A fronte di società, processi e relativi rischi considerati rilevanti è stato definito un sistema di controlli seguendo due principi fondamentali, ovvero: i) la diffusione dei controlli a tutti i livelli della struttura organizzativa, coerentemente con le responsabilità operative affidate e ii) la sostenibilità dei controlli nel tempo, in modo tale che il loro svolgimento risulti integrato e compatibile con le esigenze operative. La struttura del sistema di controllo sull’informativa finanziaria prevede controlli a livello di entità che operano in maniera trasversale rispetto all’entità di riferimento (Gruppo/Divisione/ singola società) e controlli a livello di processo. I controlli a livello di entità sono organizzati in una checklist definita, sulla base del modello adottato nel CoSO Report, secondo cinque componenti (ambiente di controllo, risk assessment, attività di controllo, informazione e comunicazione, monitoraggio). In particolare assumono rilevanza le attività di controllo relative alla definizione delle tempistiche per la redazione e diffusione dei risultati economico-finanziari (“circolare semestrale e di bilancio” e relativi calendari); l’esistenza di strutture organizzative e di un corpo normativo adeguati per il raggiungimento degli obiettivi in materia di informativa finanziaria (tali controlli prevedono ad esempio attività di revisione e aggiornamento da parte di funzioni aziendali specializzate delle norme di Gruppo in materia di bilancio e del piano di contabilità di Gruppo); le attività di formazione in materia di principi contabili e sistema di controllo interno sull’informativa finanziaria; e infine le attività relative al sistema informativo per la gestione del processo di consolidamento (Mastro). I controlli a livello di processo si suddividono in: controlli specifici intesi come l’insieme delle attività, manuali o automatizzate, volte a prevenire, individuare e correggere errori o irregolarità che si verificano nel corso dello svolgimento delle attività operative; controlli pervasivi intesi come elementi strutturali del sistema di controllo sull’informativa finanziaria volti a definire un contesto generale che promuova la corretta esecuzione e controllo delle attività operative (quali ad esempio la segregazione dei compiti incompatibili e i “General Computer Controls” che comprendono tutti i controlli a presidio del corretto funzionamento dei sistemi informatici). Le procedure aziendali, in particolare, individuano tra i controlli specifici i cosiddetti “controlli chiave”, la cui assenza o mancata operatività comporta il rischio di un errore/frode rilevante sul bilancio che non ha possibilità di essere intercettato da altri controlli. I controlli, sia a livello di entità che di processo, sono oggetto di valutazione (monitoraggio) per verificarne nel tempo la bontà del disegno e l’effettiva operatività; a tal fine, sono state previste attività di monitoraggio di linea (ongoing monitoring activities), affidate al management responsabile dei processi/attività rilevanti, e attività di monitoraggio indipendente (separate evaluations), affidate all’Internal Audit, che opera attraverso procedure di audit concordate secondo un piano comunicato dal CFO/DP, che definisce l’ambito e gli obiettivi di intervento. L’Internal Audit, inoltre, sulla base di un Piano di Audit approvato dal Consiglio di Amministrazione ed elaborato secondo una logica “top-down risk based”, svolge interventi di audit integrato che includono in alcuni casi valutazioni anche sugli impatti di tipo financial. Gli esiti delle attività di audit e le risultanze del monitoraggio periodico effettuato dall’Internal Audit sull’implementazione delle azioni correttive definite dalla linea a valle di tali interventi di audit, sono tempestivamente comunicati al CFO/ DP, oltre che al top management e agli organi di controllo e vigilanza, ai fini delle valutazioni di competenza.

Le attività di monitoraggio consentono l’individuazione di eventuali carenze del sistema di controllo sull’informativa finanziaria che sono oggetto di valutazione in termini di probabilità e impatto sull’informativa finanziaria di Eni e in base alla loro rilevanza sono qualificate come “carenze”, “significativi punti di debolezza” o “carenze rilevanti”. Gli esiti delle attività di monitoraggio sono oggetto di un flusso informativo periodico (reporting) sullo stato del sistema di controllo sull’informativa finanziaria che viene garantito dall’utilizzo di strumenti informatici volti ad assicurare la tracciabilità delle informazioni circa l’adeguatezza del disegno e l’operatività dei controlli. Sulla base di tale reporting, il CFO/DP redige una relazione sull’adeguatezza ed effettiva applicazione del sistema di controllo sull’informativa finanziaria che, condivisa con il CEO, è comunicata al Consiglio di Amministrazione, previo esame del Comitato per il controllo interno, in occasione dell’approvazione del progetto di bilancio annuale e della relazione finanziaria semestrale, al fine di consentire lo svolgimento delle richiamate funzioni di vigilanza, nonché le valutazioni di propria competenza sul sistema di controllo interno sull’informativa finanziaria. La citata relazione è inoltre comunicata al Collegio Sindacale, nella sua veste di Audit Commitee ai sensi della normativa statunitense. L’attività del CFO/DP è supportata all’interno di Eni da diversi soggetti i cui compiti e responsabilità sono definiti dalla MSG precedentemente richiamata. In particolare, le attività di controllo coinvolgono tutti i livelli della struttura organizzativa di Eni dai responsabili operativi di business e i responsabili di funzione fino ai responsabili amministrativi e CEO. In tale contesto organizzativo assume particolare rilievo ai fini del sistema del controllo interno la figura del soggetto che esegue il monitoraggio di linea (cd. Risk owner) valutando il disegno e l’operatività dei controlli specifici e pervasivi e alimentando il flusso informativo di reporting sull’attività di monitoraggio e sulle eventuali carenze riscontrate ai fini di una tempestiva identificazione delle opportune azioni correttive.

  1. Attendibilità (dell’informativa): l’informativa che ha le caratteristiche di correttezza e conformità ai principi contabili generalmente accettati e ha i requisiti chiesti dalle leggi e dai regolamenti applicati.
  2. Tra le entità organizzative considerate in ambito al sistema di controllo interno sono comunque comprese le società costituite e regolate secondo leggi di Stati non appartenenti all’Unione Europea, cui si applicano le prescrizioni regolamentari dell’art. 36 del Regolamento Mercati Consob.
  3. Frode: nell’ambito del sistema di controllo, qualunque atto od omissione intenzionale che si risolve in una dichiarazione ingannevole nell’informativa.

Rapporti con le parti correlate

Le operazioni compiute nell’esercizio da Eni e dalle imprese incluse nell’area di consolidamento con le parti correlate riguardano essenzialmente lo scambio di beni, la prestazione di servizi, la provvista e l’impiego di mezzi finanziari con le proprie imprese controllate, con le imprese a controllo congiunto e con le imprese collegate, nonché lo scambio di beni e la prestazione di servizi con altre Società possedute o controllate dallo Stato. Questi rapporti rientrano nell’ordinaria gestione dell’impresa e sono regolati generalmente a condizioni di mercato, cioè alle condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti. Tutte le operazioni poste in essere sono state compiute nell’interesse delle imprese del Gruppo.

Ai sensi delle disposizioni della normativa applicabile, la Società ha adottato procedure interne per assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate, realizzate dalla Società stessa o dalle sue società controllate.

Gli amministratori e sindaci rilasciano, semestralmente e/o in caso di variazioni, una dichiarazione in cui sono rappresentati i potenziali interessi di ciascuno in rapporto alla Società e al Gruppo e in ogni caso segnalano per tempo all’Amministratore Delegato (o al Presidente, in caso di interessi dell’Amministratore Delegato), il quale ne dà notizia agli altri amministratori e al Collegio Sindacale, le singole operazioni che la società intende compiere, nelle quali sono portatori di interessi.

Gli ammontari dei rapporti di natura commerciale e diversa e di natura finanziaria posti in essere con le parti correlate, la descrizione della tipologia delle operazioni più rilevanti, nonché l’incidenza di tali rapporti e operazioni sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sui flussi finanziari, sono evidenziati nella nota 42 al bilancio consolidato e 39 del bilancio di esercizio.

Le società sottoposte a direzione e coordinamento di Eni ex art. 2497 e ss. del codice civile indicano, nel paragrafo “Rapporti con il soggetto dominante e con le imprese soggette alla sua attività di direzione e coordinamento”, l’effetto, le motivazioni nonché le ragioni e gli interessi oggetto di valutazione in sede di assunzione di decisioni aziendali influenzate dal soggetto che esercita attività di direzione e coordinamento.

Inoltre, in presenza di operazioni atipiche e/o inusuali7 è fornita la descrizione delle operazioni nonché degli effetti prodotti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa e, nel caso di operazioni infragruppo e di operazioni con parti correlate, l’indicazione dell’interesse della società al compimento dell’operazione.

  1. Secondo le disposizioni Consob (comunicazione n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006), “Per operazioni atipiche e/o inusuali si intendono quelle operazioni che per ignificatività/rilevanza, natura delle controparti, oggetto della transazione, modalità di determinazione del prezzo di trasferimento e tempistica dell’accadimento (prossimità alla chiusura dell’esercizio) possono dare luogo a dubbi in ordine: alla correttezza/completezza dell’informazione in bilancio, al conflitto d’interesse, alla salvaguardia del patrimonio aziendale, alla tutela degli azionisti di minoranza”.

Azioni proprie e di società controllanti

Al 31 dicembre 2011 le azioni proprie in portafoglio, ciascuna del valore nominale di 1 euro, ammontano a numero 382.654.833, pari al 9,55% del capitale sociale, per un valore di libro complessivo di 6.753 milioni di euro. Dal 2009 non sono in corso programmi per l’acquisto di azioni proprie. Rispetto alle azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2010 (n. 382.863.733 azioni) si registra una diminuzione di n. 208.900 azioni dovuta alla vendita di azioni a seguito dell’esercizio di diritti di opzione assegnati nel 2003 e 2004 ai dirigenti Eni beneficiari del piano di incentivazione di lungo termine basato su stock option.

Art. 36 del Regolamento Mercati Consob (adottato con Delibera Consob n. 16191/2007 e successive modifiche): condizioni per la quotazione in borsa di società controllanti società costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all’Unione Europea

In relazione alle prescrizioni regolamentari in tema di condizioni per la quotazione di società controllanti società costituite e regolate secondo leggi di Stati non appartenenti all’Unione Europea e di significativa rilevanza ai fini del bilancio consolidato, si segnala che:

  • alla data del 31 dicembre 2011 le prescrizioni regolamentari dell’art. 36 del Regolamento Mercati si applicano alle società controllate: Burren Energy (Bermuda) Ltd, Eni Congo SA, Eni Norge AS, Eni Petroleum Co Inc, NAOC-Nigerian Agip Oil Co Ltd, Nigerian Agip Exploration Ltd, Trans Tunisian Pipeline Co Ltd, Burren Energy (Congo) Ltd, Eni Finance USA Inc e Eni Trading & Shipping Inc.;
  • sono state adottate le procedure adeguate che assicurano la completa compliance alla predetta normativa.

Dichiarazione ai sensi del Decreto Legislativo del 30 giugno 2003, n. 196

Eni SpA, in qualità di titolare del trattamento dei dati personali, dichiara che è stato aggiornato il documento programmatico sulla sicurezza di Eni SpA ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196.

Sedi secondarie

In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 2428, quarto comma del Codice Civile, si attesta che Eni SpA ha le seguenti sedi secondarie:

San Donato Milanese (MI) – Via Emilia, 1;

San Donato Milanese (MI) – Piazza Vanoni, 1.

Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio

I fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio sono indicati nel commento all’andamento operativo dei settori di attività.

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Eni S.p.a. - Sede legale
Piazzale Enrico Mattei, 1
00144 Roma

Sedi secondarie
Via Emilia, 1
e Piazza Ezio Vanoni, 1
20097 - San Donato Milanese (MI)

Partita IVA
n. 00905811006

Capitale sociale
€ 4.005.358.876,00 i.v.

C. F. e Registro Imprese di Roma
n. 00484960588

Mission
Siamo un’impresa integrata nell’energia, impegnata a crescere nell’attivita di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale. Tutti gli uomini e le donne di eni hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l’eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all’ambiente e all’integrità.